29
Mag

Catanzaro: al presidente Cosentino contestata anche la frode sportiva per il campionato 2012/13 di Lega Pro

Catanzaro

Dalle carte dell’inchiesta “Money Gate” che questa mattina a portato al fermo di 8 persone eseguiti dalla Guardia di Finanza e che ha visto coinvolti anche il presidente del Catanzaro e della GICOS, Giuseppe Cosentino, è emerso un dettaglio importante e che riguarderebbe proprio il Catanzaro Calcio.

Gli investigatori, a margine, segnalano che allo stesso Cosentino sarebbe stato anche contestato il reato di frode sportiva di cui all’art. 1 della L. 401/1989 in relazione ad una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone “B” del Campionato Italiano, disputata nella stagione 2012/2013. Il match finito nel mirino degli investigatori è Catanzaro-Avellino disputata il 5 maggio del 2013. I giallorossi lottavano per non retrocede, mentre l’Avellino cercava di conquistare punti per ottenere la promozione in Serie B. Secondo quanto emerso, i due club si sarebbero accordati per concludere la gara con un pareggio. Ma il match finì 1-0 per i campani e nonostante la sconfitta il club calabrese riuscì comunque ad ottenere la salvezza.

Sotto indagine, però, oltre a Cosentino ci sono anche l’allora direttore sportivo del Catanzaro calcio Armando Ortoli, l’ex calciatore giallorosso Andrea Russotto, il presidente dell’Avellino, Walter Taccone e il direttore sportivo, Vincenzo De Vito. 

L’illecito sarebbe emerso casualmente nel corso dell’inchiesta che non ha per oggetto il Catanzaro Calcio, estraneo alle vicende di riciclaggio contestate agli indagati. Il fatto viene considerato marginale dagli investigatori per quanto riguarda l’inchiesta ma sarà comunque segnalato alla Procura della Figc.