27
Apr

Castello di Grotteria, il rudere pieno di leggende

Sorge su una rupe nella parte più alta del paese e domina l’intera valle del fiume Torbido, è il Castello di Grotteria (Rc), un maniero con classici caratteri delle costruzioni medievali.
Innalzato durante il periodo normanno, tra l’XI e il XII secolo, sui resti di una struttura molto più remota, forse di origine bizantina, quando profughi greci, provenienti dalle coste, edificarono in questo luogo un “Phourion”, a guardia e controllo della via istmica.
Chiamato “Castello di Minerva” ha subito nei secoli diverse modifiche e ristrutturazioni (nel XIV secolo per mano della famiglia Caracciolo, nel XV secolo dai Correale, nel XVI secolo dai Carafa e nel XVII secolo dagli Ajerba d’Aragona) e fu anche carcere fino a quando nel 1783 il devastante terremoto che sconvolse la Calabria lo ridusse a rudere.
La sua costruzione (come in quella di Calanna sempre in provincia di Reggio Calabria) fu strategica ed adattata al promontorio che la ospita.
Di questo esempio di architettura difensiva oggi, purtroppo, rimangono soltanto delle rovine, rappresentate da porzioni di mura perimetrali, da alcuni resti delle due torri e della cisterna, oltre alle tracce del portale, semidistrutto da un crollo nel 1985.
La curiosità che l’accompagna riguarda le leggende.
Si racconta che tra i suoi ruderi sia nascosto un favoloso tesoro, che nessuno è mai riuscito a trovare; pare infatti che tutti coloro che ci abbiano provato, siano stati strangolati da lunghi serpenti, usciti improvvisamente dal terreno, solo chi riesce a superare questa prova, potrà impossessarsi del tesoro. Un’altra leggenda racconta che Idomeneo, esiliato da Creta, fece costruire il castello, mentre un’altra ancora, più fiabesca, narra che, trovata la pietra giusta, bisognava sbattere la fronte in un punto esatto in modo che si aprisse e facesse comparire una nidiata di pulcini d’oro seguiti da una chioccia.