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Dic

Camera di Commercio Cosenza: “Cresce il numero di imprese rosa”

“Sono 15.756 le imprese gestite da donne e pesano per oltre il 23% sull’intero tessuto imprenditoriale della provincia. Piu’ della meta’ (il 53%) opera nel commercio e in agricoltura, ma non possiamo non cogliere un’attenzione per altri settori, prettamente a vocazione maschile, a partire dalle costruzioni dove la percentuale delle donne cosentine e’ leggermente superiore al dato nazionale”. E’ quanto afferma il presidente del Comitato imprenditoria femminile, Maria Cocciolo, durante la presentazione del ‘Rapporto sull’imprenditoria femminile cosentina’, presentato oggi a Cosenza nella sede della Camera di commercio bruzia.

Dal 2010 il peso dell’imprenditoria femminile provinciale è sempre stato superiore a quello nazionale e questo colloca la nostra provincia tra quelle a più alta vocazione di impresa ‘rosa’. In termini assoluti con 43.068 imprese femminili la Calabria è al decimo posto nella graduatoria per regioni; su 102 Camere di commercio quella cosentina con 15.756 imprese femminili iscritte al 30 settembre 2016 si colloca al 23? posto, sempre in valori assoluti. Il numero di imprese femminili rappresenta il 23,31% del totale delle imprese provinciali, superiore al dato nazionale (21,74%) ed in linea con quello regionale (23.42%). La ditta individuale e’ la forma piu’ presente con una quota pari al 72% (64% la media nazionale). Le societa’ di persone sono l’8% del totale (13% la media nazionale ).

L’impresa femminile cosentina e’ ad alta vocazione commerciale ed agricola, con percentuali piu’ alte rispetto al dato medio nazionale. Piu’ della meta’ (il 53%) opera in questi due settori, con una netta prevalenza del commercio (31,4%) sull’agricoltura (21,65%). Gli altri settori con una buona presenza ‘rosa’ provinciale sono senza dubbio quelle inerenti le attivita’ di servizi (8,97% alloggio e ristorazione; 7,87% altre attivita’ di servizi). I settori meno ‘frequentati’ dalle donne sono le costruzioni (dove pero’ abbiamo una percentuale del 4,72% leggermente superiore alla quota rosa nazionale pari al 3,99%) ed il manifatturiero, con una quota bassissima del 5,52%”.

In provincia di Cosenza le imprese sono capitanate da imprenditrici italiane; le straniere sono meno numerose della media nazionale. In provincia delle 15.756 imprese femminili solo l’8,2% (1.295) sono straniere (10,09% la media nazionale), delle quali il 39,3% Comunitarie ed il 60,7% extra U.E. Possiamo conoscere la nazionalita’ (paese di nascita) solo delle imprese femminili individuali ovvero di quel 71,76% (pari a 11.307) delle imprese femminili distribuite sul territorio provinciale. Le 1053 ditte individuali femminili straniere (il 6,68% delle imprese femminili cosentine) hanno imprenditrici nate in 61 paesi stranieri, ma solo 17 paesi superano le 10 unita’ (ovvero l’1% del totale imprese femminili straniere).

Le 15.756 imprese sono distribuite su un territorio con una superficie ampia (una delle piu’ vaste di Italia) che comprende 155 Comuni con caratteristiche orografiche, demografiche e infrastrutturali molto diverse tra loro. Solo due sono i comuni che superano le migliaia di unita’ di imprese femminili, e sono Cosenza e Corigliano Calabro”.  I comuni delle zone costiere hanno piu’ imprese rispetto a quelle dell’immediato entroterra (si veda Scalea a nord e Amante a sud per la costa tirrenica; Rocca Imperiale e Roseto per la parte nord della costa ionica Cariati per la parte sud). Buona presenza per i comuni di Acri, Bisignano e San Giovanni in Fiore. Le 4.947 Imprese operanti nel commercio sono concentrate per lo piu’ in tre comuni: Cosenza, Rende e Corigliano Calabro. Il 25% dei comuni presenta un massimo di sei imprese, il 75% dei comuni non supera le 30 imprese commerciali. Le attivita’ commerciali femminili si concentrano nei comuni a ridosso del capoluogo, nella sibaritide in particolare Corigliano, Castrovillari e Rossano, e, anche se in modo meno significativo, nei comuni dei due litoranei. Per quanto riguarda le 3411 imprese femminili che lavorano nel comparto agricolo, come prevedibile, sono concentrate nell’area sibaritide, con i comuni di Corigliano Calabro, Rossano e Cassano allo Ionio che contano piu’ del 25% del totale delle imprese agricole. I comuni della cintura del capoluogo che contano piu’ aziende agricole sono Montalto Uffugo, Acri e Bisignano.

“E’ indubbio il forte contributo dato in molte regioni del Mezzogiorno dai piu’ giovani e in Calabria le iscrizioni di nuove attivita’ da parte degli under 35 superano il 38% delle iscrizioni totali di questi primi 9 mesi dell’anno. Anche nella nostra provincia l’incidenza percentuale delle imprese giovanili e’ superiore alla media nazionale ma il tessuto imprenditoriale femminile, e’ al contrario, guidato principalmente da imprenditrici over 35”. E’ quanto ha affermato il presidente della Camera di commercio di Cosenza Klaus Algieri, che ha concluso i lavori presentazioni del rapporto sull’imprenditoria femminile cosentina. Occorre puntare su innovazione, digitale, semplificazione amministrativa e avvicinare la scuola all’impresa. Tutte cose sulle quali il sistema camerale continuera’ ad impegnarsi nei prossimi anni e rispetto alle quali il nostro ente e’ gia’ al passo. Perche’ i servizi di formazione, supporto tecnico e di accompagnamento all’attivita’ svolta da aspiranti neo-imprenditori fino alla redazione di business plan come quelli previsti dal progetto ‘Crescere imprenditori’ al quale la nostra Camera partecipa attivamente o i progetti di alternanza scuola -lavoro ne sono un tangibile esempio. In tale direzione la Camera di commercio di Cosenza non solo vanta il primato di essere stata la prima pubblica amministrazione iscritta nel ‘Registro dell’alternanza scuola lavoro’, quale esempio e traino per il sistema delle imprese, ma ha anche gia’ avviato a partire dall’anno scolastico 2015/2016 due protocolli di intesa con le istituzioni scolastiche della provincia ed altri sono in corso di attivazione per l’anno scolastico successivo. Su questa partita – conclude Algieri – le aspiranti imprenditrici piu’ giovani avranno molto da dire e da dare, la formazione rimane la ricetta fondamentale per favorire la nascita di nuove imprese”.