23
Feb

Calorico e buono, il mix “agricolo” della carne di maiale

Del fatto che il maiale sia considerato (soprattutto nei secoli e decenni passati) una vera e propria benedizione dalle famiglie calabresi abbiamo già detto, era così importante per il sostentamento della famiglie che l’uccisione aveva (ed in parte conserva) tutte le caratteristiche di un vero e proprio rito.
Del maiale, recita l’antico e noto adagio, non si butta via nulla.
Il prodotto che raccontiamo veniva usato dai contadini alle prese con le lunghe e faticose giornate di lavoro agricolo, nasce per conservare la carne, perché facile da portarsi dietro, perché pratico e riccamente calorico.
Questo tipo di alimento si otteneva con carne di pancetta, costolette e cotica di maiale, sale, peperoncino in polvere, semi di finocchio selvatico ed a volte altri aromi naturali (menta piperita, salvia, rosmarino, origano).
La carne dopo essere stata tagliata a pezzi veniva abbondantemente salata, poi cosparsa di peperoncino e di aromi e conservata in dei vasi di terracotta.
Sulla parte superiore del vaso di terracotta veniva posizionato il coperchio, un disco di legno al di sopra del quale era appoggiato un masso che permetteva alla carne di rimanere sotto la salamoia prodotta dalla stessa carne.