02
Ago

Il Calcioscommesse dietro la morte di Denis Bergamini?

bergamini denis

A poche settimane dalla riesumazione del cadavere di Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico, continua, a passo spedito, l’inchiesta della procura di Castrovillari sulla sua morte sospetta.

Dopo gli avvisi di garanzia alla fidanzata dell’epoca, Isabella Internò e al camionista Raffaele Pisano, emergono, dalla nuova autopsia del 10 luglio i nuovi, agghiaccianti dettagli, sul movente e modus operandi dell’omicidio.

E poi ci sono quei “supertestimoni”, ascoltati, per la prima volta, dopo 28 lunghi anni. Da quanto emerso, e da quanto sostenuto in un servizio andato in onda su RaiSport, pare abbiano fornito notizie utili alle indagini su un sistema di partite legate a un giro illecito finalizzato al calcioscommesse. Per la prima volta dunque, viene messa da parte la pista passionale.

Il meccanismo illecito sarebbe stato gestito, in campo, da un gruppo del Cosenza di quegli anni, con il beneplacito di clan dominanti. Denis, quindi, avrebbe chiesto l’immediata cessione dal club rossoblù: ed ecco che viene fuori un sorta di “clausola rescissoria”, meglio identificata dagli inquirenti come “ricatto”. I malavitosi avrebbero così minacciato il centrocampista ferrarese di rivelare le sue presunte frequentazioni con donne legate ai clan di quel giro criminale.

E allora cosa successe quel piovoso pomeriggio di 28 anni fa? Denis, probabilmente, fu ingannato: in macchina con la Internò, arriva in un posto dove ad attenderlo c’è già qualcuno, o forse più di uno. Gli inquirenti ipotizzano un iniziale soffocamento con un sacchetto di plastica e una volta stordito, un colpo al fianco sinistro con un attrezzo edile. Poi l’agonia, e forse – si sospetta – nessun camion a schiacciarlo. Con tanto di simulazione di suicidio.

Dettagli che conducono verso un’altra direzione oppure strategia investigativa?