08
Set

Calanna, il Castello del buon riparo

Per raccontare dei resti di questo Castello è utile riferirsi da subito al nome del paese in cui sorgono, siamo a Calanna (Rc), un nome che etimologicamente indica un “buon riparo” quasi a significare una posizione così strategicamente sicura da potersi, appunto, riposare.
Oggi tra i ruderi possono essere ammirate una parte delle antiche mura di cinta, vari torrioni a base quadrilatera e cisterne per l’approvvigionamento idrico della fortificazione.
Durante gli scavo archeologici sono stati rinvenuti reperti ceramici attualmente custoditi all’interno del Museo Archeologico Comunale di Calanna.

La storia di questo castello è decisamente lunga, nel 1239 e nel 1240 in due documenti viene già indicato il castrum Calanne, la fortificazione è già esistente nella prima metà del XIII secolo e, tra l’altro, doveva anche ricoprire un ruolo difensivo di particolare importanza se si tiene conto del fatto che il suo castellano doveva essere designato con nomina diretta dell’imperatore.
Nel 1275, in età angioina, è indicato come uno dei 17 castra exempta del Giustizierato di Calabria, uno dei castelli cioè del cui castellano la Corona si riservava appunto la nomina diretta.
L’importanza della fortificazione dipendeva dalla sua collocazione geografica, la sua posizione era strategica per il controllo del versante Nord dello Stretto, di fatto il Castello di Calanna assieme alle strutture di S. Agata, S. Niceto e Reggio era presidio di difesa della frontiera continentale del Regno.
Per garantirsi la fedeltà di questi presidi la Corona inviava castellani di origine francese e per Calanna, nel 1279, era il cavaliere Rigaut de Molieres.
A quel periodo risale anche una precisa descrizione dello stato del Castello, era un circuito murario chiuso che circondava una collina il cui pendio, almeno su un lato era tale da non richiedere una fortificazione continua.
Quattro torri principali intervallavano la cortina con la cinta dotata di un grande ingresso difeso e controllato da una torre.

Quanto alla sua origine è utile richiamare le considerazioni espresse dalla Prof.ssa Francesca Martorano all’esito di un approfondito studio:

“La tipologia della fortificazione non è coerente con strutture né di età angioina né di età sveva, ma aderisce in pieno al tipo di “cinta-rifugio” che ebbe diffusione anche in Calabria tra il X e l’XI secolo.
Un esempio ne è anche la vicina fortificazione di Santo Niceto, eretta probabilmente nella prima metà dell’XI secolo, e anch’essa citata come castrum per la prima volta da fonti di età angioina (1269).
Anche la tecnica muraria utilizzata a Calanna, strutture in pietrame semilavorato a piccola pezzatura posto in opera con orizzontamenti precisi ad intervalli regolari, conferma tale datazione.”