04
Ott

Calabria, Sanità: poca prevenzione, LEA insufficienti, spesa ancora alta

L’obiettivo era e rimane quello della sostenibilità di un sistema sanitario regionale, quello calabrese, sul quale pesano ancora deficit, mancate riorganizzazioni, scontri istituzionali che aggravano i problemi e rinviano le soluzioni, livelli essenziali di assistenza ben lontani da quelli che si dovrebbero invece registrare.

Un situazione che è sotto gli occhi di tutti e per la quale le riunioni romane tra i Ministeri che affiancano l’attuazione del Piano di rientro, i Commissari Scura e Urbani ed il Dipartimento salute della Regione sono cicliche e quantomai opportune.

Nell’ultima, quella di ieri, i temi passati in rassegna sono quelli soliti, i progressi pochi ma costanti, gli impegni ancora gravosi. Partiamo dalle cose positive, nella riunione interministeriale è stato evidenziato come finalmente la spesa farmaceutica sia sotto controllo. Altra nota positiva il percorso di integrazione tra le strutture sanitarie catanzaresi, per i tecnici del Ministero la direzione sarebbe quella giusta.

Nota dolente i cosiddetti LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, per intenderci – e senza girarci intorno – si tratta di quei parametri che stabiliscono condizioni minime ed al di sotto delle quali una sanità non può essere definita efficace, moderna e forse nemmeno civile. In Calabria i LEA migliorano ma sono sotto la soglia di sufficienza. Ed una delle cause sarebbe il ritardo nelle attività di prevenzione.

Insomma se si facesse più prevenzione la situazione complessiva migliorerebbe, cosi come se si intervenisse più efficacemente sugli hospice, strutture specializzate per i malati terminali.