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Calabria, sanità: morti sospette al Riunti e all’Annunziata

Due morti ed un terzo caso di presunta malasanità. All’ospedale Annunziata di Cosenza in pochi mesi, due pazienti sono deceduti dopo un intervento chirurgico mentre un terzo è riuscito a salvarsi riportando gravi conseguenze. Il sospetto è quello di una infezione contratta nelle sale operatorie dell’ospedale civile bruzio.

Nelle stesse sale, frequentate negli ultimi mesi dai carabinieri e sequestrate dalla Procura di Cosenza.

A far scoppiare il caso, i familiari dei pazienti che hanno consegnato agli avvocati le cartelle cliniche dei loro cari, chiedendo chiarezza sulla morte. I legali si sono subito rivolti ad un gruppo di medici e infettivologi dell’Università Cattolica di Roma.

I casi si sarebbero verificati tra giugno ed ottobre 2016, pochi giorni prima del sequestro delle sale incriminate. Il dossier presto sarà nelle mani del procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo, insieme alle denunce che daranno il via alle indagini.

Ma a Cosenza l’attenzione è rivolta ad un’altra morte sospetta, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone tra medici e personale ospedaliero. Il caso riguarda Maria Barca, dirigente medico di 61 anni in servizio all’Annunziata. Dopo una banale operazione per la rimozione di una cisti ovarica, le condizioni della donna sono peggiorate fino al decesso.

Da Cosenza a Reggio, per un altro giallo legato alla morte di un neonato a poche ore di distanza dal parto. Una gravidanza tranquilla, la gioia per la nascita del piccolo e dopo poche ore il tragico decesso. Protagonista una famiglia di Melito Porto Salvo che ha deciso di sporgere denuncia ed ora sono sei i sanitari indagati per omicidio colposo. Per saperne di più bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico.