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Lug

Calabria, l’antico rito delle conserve di pomodoro (VIDEO)

Era un’attività tipicamente estiva, un vero e proprio rito delle famiglie calabresi che ogni anno approntavano una “riserva” necessaria per i mesi invernali e con quantità sufficienti a raggiungere l’inizio della nuova stagione, quella in cui nei campi arrivavano i nuovi pomodori. I verbi sono declinati al passato perché i numeri di questa tradizione si sono sensibilmente ridotti rispetto al passato, il rito tuttavia resiste ancora nei piccoli centri e nelle aree interne; dalla raccolta dei pomodori (o dal loro acquisto presso i contadini) iniziava un percorso scandito da diverse operazioni.

Si preparavano le bottiglie mettendo all’interno di esse una o due foglie di basilico, i pomodori – al mattino presto – venivano lavati, tagliati, messi a bollire in un grande recipiente (caddara o cuadara usata anche durante il rito del maiale), ed infine da essi si otteneva la passata. C’era ancora un altro fondamentale passaggio, le bottiglie riempite di passata di pomodoro venivano infatti messe a bollire per diverse ore. Ad una tradizione venuta meno fa da contraltare, nel corso degli ultimi decenni, la nascita di aziende con un profilo “industriale” e capaci di valorizzare la produzione calabrese di pomodori. Oggi questi prodotti godono del buon nome della Calabria in quanto regione con prodotti qualitativamente buoni e, soprattutto, sani.