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Bivongi e la sua Doc

La Denominazione di Origine Controllata di cui ci occupiamo oggi è una delle più giovani della Calabria, istituita nel giugno del 1996 qualifica vini che sono poco conosciuti fuori dai confini nazionali.
La denominazione riguarda vini nelle tipologie rosso, bianco e rosato.
I Rossi e i rosati rappresentano la maggior parte della produzione, le uve sono frutto dei vitigni Gaglioppo, Greco Nero, Nocera e Calabrese.
I bianchi, prodotti in quantità inferiori, sono basati su uve Greco Bianco, Malvasia Bianca e Ansonica.
Un vino Bivongi DOC ottiene la menzione di riserva dopo almeno due anni di affinamento dei quali sei mesi di maturazione in botte.
La zona di produzione è caratterizzata da colline costiere, dalla Catena delle Serre e da diversi fiumi; i vigneti sono a pochi chilometri dal mare, circostanza quest’ultima non di poco conto, la vicinanza del mare aiuta infatti a moderare il caldo estivo e l’escurione termica giorno-notte provoca in estate brezze mattutine e pomeridiane, che riducono al minimo il rischio di malattie della vite.
I terreni rientrano nei territori dei comuni di Bivongi, Caulonia, Monasterace, Riace e Stilo caratterizzati morfologicamente, ma diremmo anche culturalmente, da quella vallata dello Stilaro che conserva richiami architettonici e non solo all’antica e gloriosa storia della Calabria, dalla Magna Graecia alla fortissima tradizione bizantina per finire all’influsso che su questo versante esercitò la spiritualità di San Bruno e della sua Certosa.