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Bit 2016, il turismo calabrese riparte. Oliverio: “c’è un grande interesse per la Calabria”

Il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, nel corso di una Conferenza Stampa alla quale ha partecipato anche il Sottosegretario di Stato al Turismo e cultura, Dorina Bianchi, ha sinteticamente illustrato i dati relativi al bilancio del turismo in Calabria nei primi nove mesi dell’anno scorso: nel periodo gennaio-settembre del 2015, gli arrivi complessivi sono stati circa 76mila e quasi 339mila le presenze in più rispetto allo stesso scorcio di tempo del 2014. Che tradotto in percentuali significa un incremento del 6,1 in termini di arrivi e 4,7 in presenze.

Numeri che il presidente Oliverio ha così spiegato: “Dalle presenze che si sono registrate già in questa prima mattinata, devo dire che c’è un grande interesse per la Calabria. Il fatto che un’autorevole rivista inglese – ha detto ancora Oliverio – abbia indicato tra le prime dieci località da visitare, a livello mondiale, la nostra regione, è un segnale importante che ci riempie di soddisfazione, di orgoglio e che sottolinea quelle che sono le potenzialità della nostra regione.”

“Dobbiamo porre grande attenzione – ha detto Oliverio – alla mobilità, ossia alla necessità di poter arrivare in Calabria in tempi molto ridotti, rispetto a quelli attuali. Su questo settore abbiamo allocato molte risorse sui fondi europei per agevolare la mobilità dall’Europa e dal nord Italia verso la Calabria. Dobbiamo investire molto nei servizi. Il secondo impegno è quello di allargare la stagionalità, senza limitarci al mese di agosto. Rispetto a questo obiettivo stiamo lavorando in tutte le direzioni”.

“Ci rendiamo conto – ho continuato Oliverio – che è molto cambiata anche la natura della domanda turistica che spazia dal turismo religioso a quello dei beni culturali ed a quello sportivo. Non a caso si sta mettendo in campo un progetto per cui la Calabria dovrà essere la regione più ciclabile del Paese. In questa ottica rientra la valorizzazione dei nostri tre parchi, del patrimonio culturale, del patrimonio dei percorsi religiosi. E, partendo proprio dai risultati positivi del 2015, stiamo volgendo l’attenzione anche al turismo estero, dell’est Europeo, perché si tratta di un programma con una proiezione più ampia”.