04
Ago

Bisignano e quella musica senza tempo

C’è un luogo in provincia di Cosenza la cui storia è cosi complessa e stratificata da sorprendere costantemente chiunque abbia voglia di conoscerla fino in fondo.
E’ Bisignano, una comunità della cui storia e delle cui tradizioni ci siamo già occupati, per il profilo principesco della sua storia (leggi il Palio del principe) e per la capacità di unire i sentimenti, i luoghi e la musica (leggi il Palio delle serenate).
Questo borgo dal profilo medievale ha assistito nel corso dei secoli alla nascita ed all’affermazione di una stupefacente tradizione artigiana divenuta vera e propria arte conosciuta in tutto il mondo.
E’ una tradizione artistica che affonda le sue radici tra il XII e XIII secolo e che, con maggior vigore dal ‘700 è arrivata fino ai giorni nostri.
È la liuteria, l’arte di realizzare strumenti a pizzico che si fonde fino a diventare quasi una cosa sola con la vicenda plurisecolare di una famiglia, i De Bonis; proprio questo percorso ha fatto di Bisignano un tempio della musica edificato con la passione e la competenza secolari di molte generazioni di liutai.

A Bisignano – grazie alla perseveranza ed alla maestria dei De Bonis – dal 1600 si costruiscono strumenti musicali senza interruzione e con assoluta fedeltà ai sistemi costruttivi classici caratterizzati dalla fabbricazione degli strumenti musicali a mano, dall’utilizzo di solo legno e di materiali naturali per la costruzione.
Ancora oggi i liutai portano avanti la loro antica tradizione artigianale proponendo strumenti che sono veri e propri capolavori, strumenti musicali a corda e, in particolare, la cosiddetta “chitarra battente” celebre a livello internazionale.

E qui per rendere omaggio a questa straordinaria risorsa oltre alla scuola è possibile compiere un viaggio nel tempo e nell’arte visitando il Museo della Liuteria alimentato dalla storia di quei De Bonis citati perfino nel Dizionario universale dei Liutai di Renè Vannes pubblicato in lingua francese a Bruxelles nel 1951.
Chitarre classiche, barocche e da concerto accanto a mandolini e violini hanno preso forma, nel tempo, dalle mani sapienti di questa famiglia facendosi apprezzare per la loro acustica e per la cura dei particolari che ne hanno fatto quasi dei pezzi unici.
Nel museo, oltre agli strumenti donati da Vincenzo De Bonis, è custodito materiale documentale attraverso il quale chiunque può ripercorrere la storia di questa famiglia ma anche scoprire la liuteria contemporanea bisignanese.