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Apr

Bergamini, l’avvocato Anselmo: “Facciolla ha mantenuto le promesse”

Bergamini indagato morte

Non si è mai arresa Donata Bergamini. Ha lottato e chiesto sempre giustizia, lo ha fatto perché sicura del fratello Denis: amava troppo la vita.

E le prove di quella improvvisa voglia di farla finita, non hanno mai convinto nessuno, solo coloro che all’epoca dei fatti – nel lontano novembre 1989 – avevano chiuso frettolosamente le indagini bollando il caso come suicidio.

“Denis non si è tolto la vita, è stato ucciso”. Donata lo ha urlato per 28 lunghi anni, fino a quando il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla non ha deciso di riaprire le indagini per far chiarezza su quella fastidiosa “cortina fumogena creata per evitare che venisse fuori la verità”. Perché Denis è stato ucciso? Perché la fidanzata è coinvolta nel presunto omicidio? Facciolla non ha escluso anche il possibile coinvolgimento della mafia e la droga è sempre stata al centro dell’inchiesta. Ma allora, qual è la verità?

Domande a cui si tenterà di dare una risposta. Adesso si procederà con la riesumazione del cadavere di Denis Bergamini, calciatore del Cosenza, trovato morto nei pressi di Roseto Capo Spulico. Secondo quanto è emerso dalla prima inchiesta, Bergamini si sarebbe suicidato facendosi travolgere da un camion. L’ipotesi è crollata, forse definitivamente e due informazioni di garanzia sono state notificate proprio all’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, ed a Raffaele Pisano, conducente del camion che investì il calciatore.

La riesumazione dei resti verrà effettuata il prossimo 2 maggio in provincia di Ferrara. Lì dove Denis è nato, lì dove il giovane calciatore avrebbe voluto vivere la sua vita una volta appese le scarpette al chiodo.