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Lug

Quando il “The Guardian” scoprì l’albergo diffuso di Belmonte

Nel racconto di Isabel Choat, giornalista del britanno giornale The Guardian, le colline che costeggiano il borgo di Belmonte Calabro, sono in fiamme. Il fumo entra da ogni spiffero lasciato aperto nell’abitacolo preso a noleggio meno di 100 chilometri più a sud. La cronista viaggia nel luglio del 2017  e propone Belmonte Calabro come meta del viaggio riuscendo ad esaltare la bellezza del posto ma anche a mettere nero su bianco come un piccolo paese abbandonato riesca a trasformarsi attraverso la tecnica degli alberghi diffusi in un posto dove riuscire a staccare dalla routine e dal caos quotidiano.

Le case di Belmonte Calabro sono in tufo. La Calabria è terra di segreti, di ’ndrangheta ma anche di villaggi isolati che si presentano ai turisti come mete ricche di mistero e di fascino.

La piccola cittadina tirrenica, è raccontata nelle parole della giornalista attraverso non solo la storia che ne ha caratterizzato nel bene e nel male il suo sviluppo ma anche dall’incontro fatto con le persone che hanno deciso di investire riuscendo in questo modo a dare nuova vita e nuova linfa all’intero borgo. Oltre ai terrazzi che si affacciano sul mare Isabel Choat ha avuto anche modo di visitare Palazzo del Giudice, la chiesa madre di Santa Maria Assunta e tutti i vicoli antichi. Grande spazio poi, non poteva essere altrimenti, alla gastronomia. Per prima cosa una granita. Poi è passata a passi più sostanziosi con le penne alla ’nduja e alle carni calabresi tutte bagnate dal vino prodotto dalle cantine calabresi.

Belmonte è stato per Isabel Choat il punto di partenza per spostarsi nella vicina Fiumefreddo Bruzio e in altre località calabresi come Tropea e Pizzo.