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Feb

Barriere architettoniche: senza fondi le famiglie diventano ghetti per disabili – INTERVISTA

Disabilità ghetto fondi

Ci sono barriere, come quelle architettoniche, che rendono la vita complicata a chi cerca di muoversi all’interno di un sistema che, troppo spesso, non pensa ai disabili. Una guerra contro un iter burocratico, complesso e spesso indecifrabile e che rischia di rendere l’inclusione sociale solo un’utopia.

È in un contesto di per sé già complesso e ostico che la Calabria – suo malgrado – si pone come fanalino di coda. Una questione irrisolta, riemersa in questi giorni dopo che la nostra regione è stata di fatto esclusa dai fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta di circa 180 milioni di euro previsti per il rifinanziamento della legge 13 del 1989 e fondamentali per far fronte alle esigenze dei comuni e dei cittadini ma ai quali la Calabria non potrà accedere. Formalmente la Regione ha già spiegato i motivi: alla fine di dicembre 2017 tutte le richieste erano già state finanziate con fondi regionali.

Ma, in Calabria, di fondi ce n’è ancora bisogno, eccome. A dirlo è Nunzia Coppedè, presidente di Fish Calabria Onlus, impegnata da anni sul territorio per la difesa dei diritti delle persone con disabilità.

“Non è vero – dice – che in Calabria non ci sono bisogni. Ci sono, al contrario, molte persone che abitano in casa con barriere architettoniche e che non riescono a venirne fuori. Restano spessò lì, magari perché non hanno nessuno che può fare per loro la richiesta. In pochi sanno, infatti, che ogni possibilità di fare richieste di fondi necessità minimo l’investimento di una persona che perda tempo e, magari, anche una giornata di lavoro.”

Ad essere sbagliato, dunque, secondo la Coppedè, è il criterio dell’assegnazione dei fondi:

“Non possono paragonare la Calabria a regioni che davvero sono virtuose, che davvero mettono del proprio, che sono delle chicche e regioni con pochissimi abitanti e con tanti soldi. Questo è un criterio che ci taglia fuori, ci toglie delle risorse importanti, toglie fondi che negano l’opportunità a persone con disabilità di uscire fuori dal ghetto della famiglia, perché anche loro possono diventarlo se ti tengono chiuso in casa.”