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Giu

Aspromonte: lì dove tutto è maestoso ed emozionante, anche le frane

Può sembrare insolito usare un aggettivo dal significato positivo eppure nell’area del Parco Nazionale dell’Aspromonte tutto è veramente maestoso e suggestivo, persino una frana.
Quella di cui ci occupiamo, al pari di altre delle quali abbiamo già detto (leggi quì Aspromonte il lago fantasma) si è sviluppata nel territorio del comune di Roccaforte del Greco, antico borgo fondato da coloni della Magna Grecia che pensarono bene, per difendersi dalle incursioni delle popolazioni barbare, di ritirarsi dalla costa del mar Jonio o dalle rive della fiumara Amendolea verso le inaccessibili montagne.
Qui è possibile ammirare uno dei più estesi fenomeni franosi d’Europa, in rocce cristallino-metamorfiche, un evento che mostra agli occhi dei turisti accompagnati dalla Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte un paesaggio lunare, surreale quanto emozionante per l’effetto visivo causato dal fortissimo contrasto tra la colorazione bianco-giallastra delle rocce ed il verde intenso che caratterizza le foreste aspromontane.
La frana Colella è oggi un geosito di rilevanza internazionale situato lungo il vallone Colella – affluente destro della fiumara Amendolea, l’antico fiume Alex – e la parte più alta dell’orlo di frana collocato tra la cime di Monte Pietre Bianche (1436 m) e Punta d’Atò (1378 m), un luogo che mostra concretamente come un disastro geologico possa trasformarsi in una risorsa per il territorio. Nell’area sono attivi processi di erosione e fenomeni gravitativi tra più estesi d’Europa, “movimenti” che fanno affiorare le rocce più antiche dell’Aspromonte risalenti anche a 500 milioni di anni fa.