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Colf e badanti: ecco i nuovi stipendi minimi e i contributi da versare
Nel 2023 sono entrati in vigore gli aggiornamenti sugli stipendi minimi colf e badanti. Le nuove tabelle retributive prevedono aumenti medi del 9,2% rispetto…
Nel 2023 sono entrati in vigore gli aggiornamenti sugli stipendi minimi colf e badanti. Le nuove tabelle retributive prevedono aumenti medi del 9,2% rispetto al 2022, sia per lavoratori conviventi che non conviventi. Per una colf convivente, lo stipendio minimo mensile parte da 880,24 euro, mentre per una badante convivente si parte da 995,04 euro. Oltre agli aumenti, cambiano anche i contributi colf e badanti da versare, che seguono le nuove aliquote INPS e vanno calcolati in base alle ore settimanali e alla retribuzione percepita.
Quali sono i nuovi stipendi minimi per colf e badanti nel 2023?
Gli stipendi minimi colf 2023 sono stati aggiornati con l’adeguamento ISTAT e le novità del contratto collettivo. Per le colf conviventi, la paga mensile minima è di 880,24 euro per il livello A, sale a 995,04 euro per le badanti conviventi (livello BS) che assistono persone autosufficienti e può superare i 1.200 euro per chi assiste persone non autosufficienti (livello CS e DS). Le colf non conviventi hanno una paga oraria minima di 5,23 euro (livello A), che arriva a 6,15 euro all’ora per il livello B e 7,48 euro per il livello CS.
Rispetto all’anno precedente, si registra un aumento medio del 9,2%. Questo incremento recepisce sia il rinnovo contrattuale sia l’adeguamento al costo della vita. Gli importi sono validi per 54 ore settimanali per i conviventi e per il monte ore effettivamente lavorato per i non conviventi.
Come si calcolano i contributi da versare per colf e badanti?
I contributi colf e badanti si calcolano sulla base dell’orario di lavoro e della retribuzione. Sono obbligatori e si versano all’INPS tramite modello F24, entro il trimestre successivo a quello di riferimento: scadenze il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio.
Per il 2023, il contributo orario a carico del datore di lavoro va da 1,06 euro a 1,45 euro, a seconda della fascia retributiva. Se l’orario supera le 24 ore settimanali, la quota si riduce a 0,77-1,16 euro. I contributi includono INPS (assicurazione pensionistica e maternità) e INAIL (assicurazione infortuni). Il calcolo si basa sulla paga effettiva e sulle ore lavorate, compresi eventuali straordinari o indennità aggiuntive.
Dettaglio delle fasce contributive 2023
- Fino a 8,50 euro/ora: contributo pieno 1,06 euro/ora.
- Tra 8,51 e 10,36 euro/ora: 1,25 euro/ora.
- Oltre 10,36 euro/ora: 1,45 euro/ora.
- Più di 24 ore settimanali: aliquota ridotta (da 0,77 a 1,16 euro/ora).
Cosa cambia con il nuovo contratto collettivo per colf e badanti?
Il nuovo contratto collettivo introduce alcune novità rispetto alla normativa stipendi colf. Oltre agli aumenti, viene rafforzata la tutela per chi assiste persone non autosufficienti, con livelli retributivi dedicati e maggiorazioni per il lavoro notturno e nei giorni festivi.
Nuove regole anche per i permessi: è previsto il diritto a permessi retribuiti per motivi personali e l’obbligo di comunicazione preventiva per ferie e assenze. Inoltre, il CCNL aggiorna le modalità di calcolo della tredicesima e del TFR, includendo tutte le voci retributive fisse e continuative.
Quali sono i diritti e i doveri di colf e badanti?
Colf e badanti hanno diritto a:
- Stipendio minimo garantito secondo il livello di inquadramento.
- Ferie annuali pagate (minimo 26 giorni lavorativi).
- Riposi settimanali e giornalieri secondo la legge.
- Tredicesima mensilità e TFR.
- Permessi retribuiti per motivi personali o familiari.
Doveri principali:
- Rispetto dell’orario concordato e delle mansioni assegnate.
- Comunicazione tempestiva di assenze o ritardi.
- Riservatezza sulle informazioni della famiglia assistita.
Come richiedere un rimborso per i contributi versati?
Puoi chiedere il rimborso dei contributi colf e badanti in caso di pagamento doppio, errato o non dovuto. La domanda va presentata all’INPS, di solito entro 12 mesi dal versamento. Serve allegare:
- Ricevute dei pagamenti effettuati.
- Documentazione che attesti l’errore o il motivo del rimborso.
- Eventuali modelli F24 originali e copie del contratto di lavoro.
L’INPS verifica la richiesta e, in caso di esito positivo, accredita la somma direttamente sul conto corrente indicato. Il rimborso può richiedere alcune settimane.
Attenzione alle scadenze e alle comunicazioni
Ricorda che la regolarità nei versamenti e nelle comunicazioni è fondamentale per evitare sanzioni. Conserva sempre le ricevute di pagamento e verifica periodicamente la posizione contributiva sul sito INPS. Seguire la normativa stipendi colf garantisce la tutela dei diritti sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.
Con gli aggiornamenti 2023, aumentano le tutele e cambiano importi e procedure: restare aggiornati su stipendi e contributi è essenziale per una gestione corretta e senza sorprese.
Serena Caputo
Consulente del Lavoro, Esperta in Previdenza Sociale
Consulente del Lavoro iscritta all'Ordine Provinciale di Bologna dal 2011. Specializzata in diritto previdenziale, gestione delle pensioni e ammortizzatori sociali. Assiste lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati nella comprensione dei propri diritti contributivi. Collabora con patronati e CAF per attività di formazione e divulgazione sulle novità normative.