- Dal 2026 la franchigia per successioni tra genitori e figli sale a 1.000.000 euro.
- Successioni e donazioni avranno franchigie distinte di 1.000.000 euro ciascuna per ogni figlio.
- Per patrimoni sotto i 100.000 euro senza immobili non serve dichiarazione di successione.
- Figli under 26 avranno franchigia di 1.500.000 euro e aliquota ridotta al 3%.
Eredità ai figli: la soglia che cambia tutto dal 2026
A partire dal 1° gennaio 2026, il quadro normativo relativo alle successioni tra genitori e figli subirà una svolta significativa. Le nuove regole introdurranno franchigie più alte e una distinzione netta tra successioni e donazioni, offrendo così opportunità inedite per la gestione del patrimonio familiare.
Nuove franchigie per successioni in linea retta
La principale novità riguarda la soglia di esenzione fiscale per le successioni tra parenti in linea retta, come genitori e figli. Dal 2026, ogni beneficiario potrà ricevere fino a 1.000.000 di euro in eredità senza dover versare alcuna imposta di successione. Sull’eventuale eccedenza rispetto a questa soglia verrà applicata un’aliquota del 4%, segnando una semplificazione rispetto al passato.
Successioni e donazioni: due franchigie distinte
I dati confermati da fonti autorevoli indicano che, dal 2026, le franchigie per successioni e donazioni diventeranno finalmente indipendenti l’una dall’altra. Ciò significa che un figlio potrà beneficiare di 1.000.000 euro di franchigia per le successioni e di ulteriori 1.000.000 euro per le donazioni, per un totale complessivo di 2.000.000 euro esenti da imposta.
Questa separazione delle franchigie apre scenari vantaggiosi per la pianificazione patrimoniale, poiché permette di strutturare il passaggio di beni sia in vita (donazione) sia post mortem (successione) senza superare le soglie di esenzione, ottimizzando così la fiscalità familiare.
Esenzione dalla dichiarazione di successione: i casi previsti
La riforma include anche una facilitazione procedurale per le successioni di modico valore. Se l’asse netto ereditario non supera i 100.000 euro e non comprende immobili, i parenti in linea retta sono esentati dall’obbligo di presentare la dichiarazione di successione. Questa misura mira a ridurre gli oneri burocratici per le famiglie e velocizzare il trasferimento dei beni di importo limitato.
Agevolazioni per i beneficiari under 26
Per i figli beneficiari di età inferiore ai 26 anni, il legislatore ha previsto un trattamento ancora più favorevole. In questi casi, la franchigia sale a 1.500.000 euro, mantenendo la finalità di favorire il passaggio generazionale della ricchezza. Sull’eventuale eccedenza rispetto a questa soglia, l’aliquota applicata sarà del 3%, inferiore rispetto a quella standard.
Questa agevolazione rappresenta una novità rilevante per le famiglie che intendono anticipare il trasferimento di beni ai figli più giovani, rendendo più conveniente la pianificazione successoria in presenza di patrimoni rilevanti.
Implicazioni pratiche per famiglie e contribuenti
La ridefinizione delle soglie e delle aliquote inciderà in modo concreto sulle scelte dei contribuenti. Chi intende trasmettere immobili, conti correnti o altri beni ai figli potrà pianificare il passaggio generazionale con maggiore serenità, sfruttando non solo la nuova esenzione di 1.000.000 euro per le successioni ma anche quella parallela per le donazioni.
Inoltre, l’esenzione dalla dichiarazione di successione per patrimoni ridotti e privi di immobili semplificherà la gestione delle pratiche ereditarie tipiche dei nuclei familiari con asset modesti, riducendo costi e tempi per gli eredi.
Strategie di pianificazione patrimoniale alla luce delle nuove soglie
Le famiglie potranno valutare con attenzione la ripartizione dei beni tra successioni e donazioni. Considerando che dal 2026 ogni figlio potrà ricevere fino a 2.000.000 euro (1.000.000 euro in successione e 1.000.000 euro in donazione) senza incorrere in imposte, diventa determinante pianificare con anticipo il trasferimento dei patrimoni più consistenti, soprattutto in presenza di più figli o di patrimoni immobiliari.
- Pianificazione graduale delle donazioni in vita per sfruttare la franchigia dedicata.
- Utilizzo delle nuove aliquote ridotte per under 26 come leva per trasferimenti anticipati.
- Analisi della composizione del patrimonio per evitare l’obbligo di dichiarazione nei casi previsti.
Un’attenta valutazione delle condizioni familiari e del valore dei beni consentirà di beneficiare appieno delle nuove opportunità normative, evitando sorprese al momento dell’apertura della successione.
Le prospettive per il passaggio generazionale
Le modifiche introdotte dal 2026 segnano un deciso passo avanti nella semplificazione delle normative successorie e nella tutela del patrimonio familiare. La distinzione tra franchigie di successione e donazione, unitamente all’aumento delle soglie esenti e alle aliquote ridotte per i giovani, rafforza la possibilità di trasmettere beni ai figli senza gravosi oneri fiscali.
Queste novità potranno avere effetti positivi anche sul mercato immobiliare e sulla gestione dei risparmi, incentivando una maggiore trasparenza e regolarità nelle pratiche ereditarie. Tuttavia, è fondamentale che le famiglie si informino sulle specifiche modalità operative e si rivolgano a professionisti qualificati per valutare la soluzione più idonea alle proprie esigenze.
Conclusione
La riforma della successione dal 2026 rappresenta un’opportunità per le famiglie italiane che desiderano garantire un passaggio sereno e fiscalmente efficiente dei propri beni ai figli. Comprendere il funzionamento delle nuove soglie di esenzione e delle aliquote agevolate sarà essenziale per cogliere tutti i vantaggi offerti dalla normativa e tutelare il patrimonio familiare nel tempo.
Stefano Conti
Senior Financial Analyst
Analista finanziario con esperienza internazionale tra Londra e Milano. Esperto di mercati azionari, criptovalute e gestione del risparmio personale. Il suo obiettivo è aiutare i lettori a navigare nel complesso mondo dell'economia con chiarezza e strategia.
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