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Apr

A Caccuri, un castello da favola (VIDEO)

A Caccuri, l’imponente castello dall’aspetto medievale a pianta trapezoidale con torre, muraglioni e merlature, conserva ancora tanto della lussuosa dimora appartenuta, nei secoli, alle più importanti dinastie nobiliari: dal conte Carlo Ruffo di Montalto ai Malatacca, agli Spinelli, ai Cavalcanti e da ultimo ai Barracco.

«Il Castello ha origini molto antiche, edificato dai bizantini come presidio difensivo a guardia della Valle del Neto. Un inventario del 1781 descrive gli ambienti interni come ricchi di affreschi con scene cavalleresche, candelieri, specchiere e grandi quadri di Monarchi Spagnoli, Pontefici e Cavalieri di Malta»

Più volte rimaneggiato, nel 1885 l’architetto napoletano Adolfo Mastrigli, su incarico del Barone Guglielmo Barracco aggiunge la torre cilindrica dai colori e dalle forme medievali per nascondere un grosso serbatoio d’acqua in uso al castello. Da Torre Mastrigli, emblema del borgo, è possibile godere di una vista che spazia dal mare ai monti della Sila. Per chi volesse approfittare della magia di scorci suggestivi e dipinti seicenteschi di scuola napoletana, nella Cappella Palatina appartenuta ai nobili Cavalcanti si celebra il rito religioso e negli antichi saloni del Castello si allestiscono banchetti dal sapore medievale.

Ma l’attesa a Caccuri è tutta per il contest di saggistica, il Premio letterario tra i più ambiti, pensato «per diffondere il piacere della lettura da una parte e la cultura intesa anche come intrattenimento dall’altra».

«Conoscerai una Calabria che conoscono in pochi mi dice Roberto de Candia accogliendomi all’aeroporto di Lamezia terme per condurmi a Caccuri. Si guadagna un ghigno (mio) di scetticismo ma non se cura. Due ore di macchina e di curve su una provinciale e scopro con lui un cocuzzolo, che si affaccia sul mare ferito di Crotone, dove si comincia a respirare l’aria della Sila, un dedalo di case di pietre e di viuzze che si inerpicano fino al castello con il suo terrazzo mozzafiato pieno di verde nella magica torre, soffitti alti sei metri e dipinti su legno del settecento, una biblioteca con libri rilegati di ogni epoca. Non si muove una foglia a Caccuri, il tempo si è fermato, appare distante, quasi irrangiungibile il mondo moderno. Degrada dai boschi fino allo Ionio, questa terra crotonese isolata dalla stessa Calabria isolata dal mondo. Sono qui perché Promemoria Italiano è tra i finalisti del premio Caccuri».

(Roberto Napoletano)