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Mileto, 15enne ucciso per un “like”?

Francesco-Prestia-Lamberti

Un’amicizia iniziata tra i banchi di scuola, e terminata, troppo presto, a causa di “futili motivi”.
Forse un “like” di troppo su Facebook alla base del delitto avvenuto a Mileto la scorsa notte ad una ragazza, contesa probabilmente, da entrambi.
Un omicidio dai contorni ancora tutti da chiarire, ma che lascia intendere, da alcune indiscrezioni trapelate, quanto triste e drammatica sia la vicenda.
A decidere di porre fine alla vita di Francesco Prestia Lamberti, il suo amico “fraterno” Alex Pititto. Un cognome scomodo il suo, forse un’esistenza non troppo semplice che ha fatto esplodere tutto il suo tormento, così come i tre colpi di proiettile sparati nei confronti del coetaneo.

Il padre, ritenuto uno degli esponenti dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta di Mileto è stato arrestato, lo scorso gennaio, nell’ambito dell’operazione Stammer, e che ha stroncato un narcotraffico internazionale gestito dalle cosche del vibonese.

Ha forse imparato troppo presto, l’omicida, la cultura del “regolare i conti”, al punto da premeditare l’assassinio compiuto nelle campagne in località Vindacitu. Alex Pititto avrebbe dato appuntamento a Lamberti intorno alle 23 di lunedì sera: un’imboscata?
Freddato l’amico, si è diretto alla Stazione dei Carabinieri di Mileto e ha confessato l’omicidio, indicando il luogo della tragedia. Gli investigatori stanno seguendo dunque la pista passionale, ma indagano ancora sulla dinamica dell’accaduto ed escludono una possibile rissa tra i due, dal momento che la vittima è stata ritrovata con le mani in tasca. E’ probabile anche che l’omicidio sia avvenuto in un luogo diverso da quello indicato da Pititto, perchè sulla scena del crimine non sono state rinvenute tracce di sangue, né di spari.

Il racconto fornito dall’assassino dunque, non convince del tutto gli inquirenti: resta da chiarire però che ruolo abbia avuto invece il 19enne che si è presentato in caserma fornendo dichiarazioni spontanee, dopo che gli inquirenti, avevano accertato la presenza di una terza persona sul luogo del ritrovamento. Cosa c’entra il 19enne di Paravati con l’omicidio? Ha forse condotto in auto i due ragazzi nella campagna di Vindacitu?
La Procura di Vibo comunque non ha adottato provvedimenti nei suoi confronti, ma si cerca ancora di capire, che ruolo abbia avuto nell’intera vicenda.